Allattamento prolungato...un tabù?

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Ci siamo. Anche noi siamo arrivate nel periodo dell’allattamento prolungato al seno (o come lo vogliono definire). Mia figlia ha da poco compiuto i due anni e prosegue con le poppate naturalmente come faceva prima di raggiungere questa nuova tappa. Ora che è diventata grande le persone che ci incontrano, che ci conoscono, che ci frequentano si aspettano che il nostro percorso sia giunto al termine. Non so per quale motivo o perché debba essere così, fatto sta che spesso mi sento osservata o mi sento dire frasi che alludono al fatto che dovrei smettere. 

La domanda che mi pongo e che faccio anche a chi me lo chiede è...perché? Secondo voi perché? 
Certo a livello culturale qui in occidente il seno è visto come vizio, come attaccamento morboso, come ciuccio (e non il ciuccio come surrogato del seno), come innaturale se protratto oltre i 6 mesi di vita del neonato e tante altre simpatiche osservazioni simili. 

Nonostante recentemente le campagne a sostegno dell’allattamento al seno a livello sanitario e nazionale siano notevolmente aumentate rimane comunque un gran tabù. 

allattamento prolungato



Ma cosa infastidisce così tanto nel vedere una mamma che allatta un bambino non più neonato? Perché c’è questo forte pregiudizio nei confronti di un abitudine sana che nasconde radici profonde nel passato dell’uomo e in natura? 

Fondamentalmente credo che gran parte di questo atteggiamento negativo derivi dalla disinformazione. La più grande osservazione che viene fatta ad una madre che allatta oltre l’anno è: “ma ormai non è acqua?” oppure “ma sei sicura di averne ancora?” e avanti “ma ha nutrimento?”. Sarebbe bello se a questa domanda si potesse dare una risposta concreta, mostrando ciò che realmente il seno materno produce anche quando il bambino non è più neonato, ma va da sé che le reazioni non sarebbero positive ma piuttosto di sconcerto. 
Immaginate una scena del genere dove un amico/famigliare/conoscente pone une delle domande scritte in precedenza e voi vi metteste a spremere in diretta il seno mostrando cosa produce: sarebbe esplicativo al massimo no? Ma certamente poco apprezzato.

Eppure invece che avere la possibilità di rendere questo momento sereno e normale per le mamme e i bambini che desiderano proseguire il loro percorso fino alla sua fine naturale si continua con indifferenza e maleducazione. Conosco donne che si vergognano e si nascondono, donne che non si sentono libere di nutrire i loro figli in pubblico, donne che si sentono frustrate e costantemente sotto accusa. 

Ma è davvero così fastidioso vedere una mamma che allatta il proprio figlio? Siamo sottoposti ormai costantemente alla vista di corpi nudi, donne nei programmi televisivi che mettono in mostra sedere seno e tanto altro (anche fuori dalla fascia cosiddetta protetta, perché diciamocelo che non esiste più), uomini che nelle foto si coprono le parti intime solo con la mano e tanto ma tanto altro ancora. Ma fin qui tutto bene, tutto normale anzi...facciamoci pure una risata oppure congratuliamoci per il gran fisico di quella tipa li.

Io non so per quanto tempo ancora il nostro allattamento proseguirà, come non so quando finirà e in che modo. So però che desidero lasciar fare alla natura il suo corso, nel modo più semplice che esista. Ci sarà forse un giorno in cui mia figlia si sveglierà e deciderà di sua spontanea volontà che non desidera più il seno della sua mamma. Oppure sarà una fine graduale, con un calo progressivo delle poppate. Questo non posso saperlo. Però mi piace sentire che lei sta bene, che io sto bene, che ci siamo date l’una all’altra istintivamente. 
Mi piace e mi soddisfa vedere come grazie al mio latte mia figlia sia cresciuta sana e in forze. Mi rende grata pensare a quale dono la natura concede alle madri, il regalo di crescere un figlio a 360 gradi partendo dal nutrimento come fonte primaria per la sua vita passando poi a tante altre tappe che crescendo ci faranno scoprire. 

Immagino che leggendo molte di voi penseranno. “si beh questa che scrive sicuramente avrà vissuto un allattamento da favola senza nessuna difficoltà, per questo scrive favole e parla con così tanta spensieratezza”.

Purtroppo invece anche il nostro percorso, come immagino quello di tante altre mamme, non è stato affatto semplice. Partendo dalla classica mastite, al calo di peso del neonato, allo stop per un paio di settimane nella crescita, ecc. il tutto accompagnato dalla mia patologia cronica con cui convivo da 17 anni. Le ansie, le paure, la stanchezza, il non sentirsi adeguata sono tutte tappe che ho vissuto sulla mia pelle. Proprio per questo forse, arrivate a due anni di allattamento a richiesta, posso finalmente rilassarmi e guardarmi indietro con un gran sorriso. Sono felice per tutto quello che è stato, gioie e dolori. Ricordo tutto, lo tengo stretto nel cuore, e con questa consapevolezza lascio che il nostro allattamento possa proseguire finché entrambe ne avremo desiderio...SENZA NASCONDERCI!

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