Storie della buonanotte per bambine ribelli, il libro del momento proposto ad una bambina

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È il libro del momento. È uscito da poco nella versione tradotta in Italiano ed è già introvabile. Sto parlando ovviamente di Storie della buonanotte per bambine ribelli (Mondadori) ideato da due donne italiane: Elena Favilli e Francesca Cavallo. In questi giorni, in concomitanza con l’otto marzo, stanno uscendo tantissimi articoli al riguardo, la maggior parte positivi, su questo bel librone che racconta le storie autentiche di cento donne fantastiche che ce l’hanno fatta.

Storie della buonanotte per bambine ribelli


In questo post non starò certo a fare l’ennesima recensione, ma piuttosto voglio raccontarvi di come mia figlia Carolina si sia approcciata al libro.
Carolina, questo libro è della mamma. Quando sarai più grande, se vorrai, te lo regalerò”.
Credevo fosse ancora troppo piccola per comprendere il vero senso di queste storie e del perché siano state raccontate le avventure di sole donne; lei, che già lo scorso otto marzo, a quattro anni e mezzo, rientrando dalla scuola materna mi disse: “Mamma, la maestra mi ha detto che oggi è la festa della donna. E quella dei bambini quand’è? E quella degli uomini?”
“Va bene mamma, ma posso guardarlo con te? Guarda che belle immagini!”
Mentre lo sfogliavamo assieme, ho notato che la pagina 182 era dedicata a Tamara De Lempicka, artista che amo particolarmente. Non solo, oltre alla De Lempicka, il libro dedica due pagine ad altre due famose pittrici: Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo. Donne così diverse tra loro ma che hanno parimenti contribuito alla storia dell’arte mondiale.


Così, ho pensato che forse avrei potuto introdurle le vite di queste grandi donne un po’ alla volta iniziando proprio con le pittrici.
Tamara De Lempicka già la conosceva, poiché abbiamo una sua riproduzione nel soggiorno. Ma, se Artemisia Gentileschi non ha suscitato in lei grande entusiasmo, Frida Kahlo l’ha colpita particolarmente, soprattutto quando le ho letto che ha avuto un brutto incidente ma che, nonostante tutto, ha continuato a dipingere anche in condizioni fisiche estreme.


Dopo averle letto le fantastiche vite che hanno caratterizzato queste artiste, le ho fatto vedere al pc i loro autoritratti più famosi: The Frame (Frida Kahlo), Autoritratto con martire (Artemisia Gentileschi) e il famoso Autoritratto di Tamara De Lempicka in cui la pittrice si ritrae a bordo di un’auto sportiva Bugatti verde.


Alla fine di questa carrellata, le ho chiesto quale tra queste pittrici preferisse, e lei, anche se con un po’ di esitazione, mi ha detto: “Mmm… Credo proprio che Tamara sia la mia pittrice preferita”.
Le prossime grandi donne che conosceremo? Le ballerine, ovviamente!

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