Avvicinarsi alle lettere giocando: “L’Alfabeto” dì Clementoni

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Come in tutte le cose, anche per quel che riguarda i primi approcci alla lettura e alla scrittura, credo sia necessario osservare il proprio figlio, la sua curiosità intellettiva. Sono dell’idea che, citando il titolo di un libro famoso, “il bambino sia competente”, e che quindi, sia importante osservarlo e assecondare le sue attitudini.
Al contrario, non credo serva a molto forzare. Così come fare le gare a “mio figlio ha tre anni sa dieci lingue, legge perfettamente e scrive poemi”.


Avvicinarsi alle lettere giocando: “L’Alfabeto”

Ognuno ha i suoi tempi


I bambini devono poter giocare e immaginare, perché è attraverso queste sue attività che fanno nuove esperienze, apprendono nuovi concetti e nozioni. 
Sperimentano e si sperimentano.

Anche quando si avverte l’interesse per le lettere, le parole e altro ancora, quando il bimbo in questione non è ancora in età scolare, l’approccio che preferisco è sempre quello ludico.
A me personalmente, non interessa che i miei figli siano degli  adulti in miniatura. A me interessa che scoprano il mondo con passione.
Ci sarà tempo per le imposizioni, per le forzature, quando ogni mattina dovranno andare a scuola e al pomeriggio fare i compiti.

Che fretta c’è?


Quasi un anno fa, ci è stato regalato un gioco molto carino: “L’alfabeto” della linea Sapientino by Clementoni.
Mattia aveva circa 3 anni. Il gioco è adatto dai 3 ai 5 anni di età.

Si tratta di un gioco molto semplice, composto da tante tessere illustrate e suddivise in tre colori: rosso, verde e blu.
Su ogni tessera è raffigurato un’oggetto sotto al quale c’è indicato il nome con la lettera iniziale colorata di bianco. Accanto, invece, c’è la stessa lettera iniziale, che si stacca come un puzzle. 
Gli incastri delle tessere sono autocorrettivi, quindi il bambino può verificare da solo la correttezza o meno dell’incastro.





Come vi dicevo, lo abbiamo ricevuto in regalo un anno fa e, da allora, è sempre rimasto in giro per casa, nella libreria dei bimbi, in modo tale che Mattia potesse decidere in autonomia quando iniziare a giocarci.
Inizialmente, il gioco era quello di spargere per tutta casa le tesserine, ma poco alla volta l’attività ludica è diventata sempre più strutturata. La prima lettera riconosciuta ovviamente, quella del proprio nome, la M e poi la T, la preferita di mio figlio anche se, non ho mai capito il perché.
Sicuramente iniziare la materna, ha stimolato ulteriormente la curiosità di mio figlio, ma negli ultimi tempi, ci ritroviamo spesso seduti per terra a comporre questo puzzle di lettere e parole.

In conclusione, trovo “L’alfabeto” di’ Clementoni, un gioco molto carino e un modo molto “naturale” e ludico di avvicinarsi all'alfabeto. Per lasciarsi stupire dalle capacità dei propri figli, per aiutarli a crescere, ma soprattutto, per divertirsi insieme imparando.

Colonna Sonora del Post: Frank Sinatra - Fly To The Moon

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