Una lettura psicologica dei problemi di sonno dei bebé

Nessun commento

I problemi di sonno dei bebé


Una delle maggiori difficoltà che molte mamme incontrano dopo il parto è legata al sonno del bebé. Ovviamente nessuna si aspetta di poter dormire per molte ore di seguito fin dai primi tempi, ma tutte sperano che il proprio figlio appartenga alla categoria dei bambini che dormono ininterrottamente almeno per qualche ora, di giorno ma soprattutto di notte.
La mamma deve essere dunque preparata ad affrontare notti inframmezzate da risvegli per le poppate che, soprattutto se allatta al seno, possono essere anche frequenti i primi tempi, ma che poco per volta “vanno gestite”. Il bebé va portato ad assumere un ritmo “di massima” che preveda intervalli in cui dorme senza doversi attaccare al seno continuamente. Spesso invece la realtà è molto diversa: il bebè si assopisce solo per brevi periodi, il suo sonno è molto leggero, i risvegli sono frequenti, continui, e impediscono alla mamma di riposare.

sonno dei bebé

Certi bambini infatti si addormentano solo in braccio o a stretto contatto con la mamma, come vengono messi in culla si svegliano, piangono, richiedendo continuamente la sua presenza: sembrano essere incapaci di sviluppare quella forma di attività psichica, simile al sogno, che permette loro di rilassarsi e di addormentarsi tranquillamente. Questa capacità di lasciarsi andare al sonno dipende in parte dalla costituzione del bambino, in parte dalla tensione che percepisce provenire dall’ambiente circostante, in particolare rappresentato dalla madre. Infatti se è tesa, preoccupata, insoddisfatta, spaventata dalla complessità del suo compito, il piccolo la vive come poco presente psicologicamente, incapace di contenere le sue ansie, sfuggente. Questo gli crea delle difficoltà a interiorizzarne la presenza: per la paura di sentirsi abbandonato non le permette di allontanarsi soprattutto durante il sonno in cui perde il controllo della realtà che lo circonda.
Ecco perciò la richiesta di un contatto continuo, che si manifesta con la necessità di essere tenuto in braccio per dormire, o se messo in culla con  frequenti risvegli per vederla ricomparire presso di lui. La sua totale dipendenza dalla presenza della madre per dormire, espressione di una profonda paura dell’abbandono, fa da specchio alle stessa paura che la madre ha vissuto inconsciamente durante la sua infanzia e che ricompare identificandosi col figlio. Quindi il terrore del bambino di essere lasciato è giustificato dalla paura della madre di avere col suo bebé un comportamento simile a quello subito da piccola che l’ha traumatizzata.
E’ interessante rendersi conto che, di fronte a problematiche psicologiche della primissima infanzia, non è possibile intervenire direttamente sul bebé, ma solo su chi gli sta a stretto contatto. Ciò significa che, se la madre riuscisse a approfondire, attraverso la psicoterapia, le radici inconsce delle sue ansie di separazione, il primo a goderne i benefici sarebbe proprio il bambino. Inevitabilmente il suo atteggiamento meno timoroso di perdere mamma (meno timorosa di lasciarlo), gli permetterebbe di affrontare in modo diverso tutte le separazioni, anche quelle legate al sonno, con grandi benefici per tutta la famiglia!

Nessun commento

Posta un commento

Grazie per aver lasciato un tuo commento, sarà pubblicato il prima possibile!

Mamma aiuta Mamma