STORIE DI CARNEVALE

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Il gioco dei se
Se comandasse Arlecchino il cielo sai come lo vuole?
A toppe di cento colori cucite con un raggio di sole.
Se Gianduia diventasse ministro dello Stato,
farebbe le case di zucchero con le porte di cioccolato.
Se comandasse Pulcinella la legge sarebbe questa:
a chi ha brutti pensieri sia data una nuova testa
                                                               (Gianni Rodari)
Nel periodo di Carnevale mi piace ricordare le vecchie maschere della commedia dell'Arte: di Arlecchino ho scritto in un vecchio post QUI, di Pulcinella anche ho già scritto QUI, quindi, seguendo questa filastrocca di Gianni Rodari, oggi parliamo di Gianduia
arlecchino carnevale
Fonte: Pinterest


Gianduja nasce nel ‘700 e ha origini piemontesi; è allegro, di buon umore e terribilmente distratto: si narra che una volta abbia speso ore e ore a cercare il somaro su cui era in groppa! 
Incarna lo spirito bonario e gioviale dei piemontesi, generoso e assennato, ospitale e sorridente: è il galantuomo coraggioso e sempre pronto a fare del bene. Ama il buon vino, la buona tavola e stare in compagnia.
E' sposato con Giacometta, donna semplice ma dall’intelligenza vivace, che rappresenta la saggezza delle donne piemontesi, che sanno con il buon senso risolvere anche le situazioni più difficili.
Il suo costume è di classica foggia settecentesca e prevede pantaloni di fustagno marroni o verdi, calze rosse, panciotto giallo. In testa un cappello a tre punte e una parrucca con il codino, al collo un fiocco verde.
La storia narra che un burattinaio circa 300 anni fa ebbe un enorme successo con il suo burattino chiamato “GIRONI”, che in dialetto piemontese significa Girolamo. Al burattinaio fu consigliato di cambiare nome al suo personaggio. Benissimo, ma che nome dargli? Il nostro burattinaio scoprì a Callinetto, un paese intorno ad Asti, un contadino simpatico, arguto e furbo di nome Gioan d‘la douja perché nelle osterie chiedeva sempre un boccale di vino (in dialetto piemontese douja). Gioan vestiva una lunga giacca marrone bordata di rosso, portava in testa un cappello a tre punte, il tricorno, e aveva un codino girato all‘insù legato con un bel nastrino rosso. Il burattinaio prese ispirazione da questo contadino e il suo burattino da Gironi cambio nome in Gianduia e divenne un burattino di gran successo.

Si racconta poi che durante il Carnevale del 1865, a Torino, la maschera di Gianduja distribuì per le strade della città una leccornia fatta di cacao, burro di cacao, zucchero e crema di nocciola delle Langhe: il gianduiotto! Il celebre cioccolatino, che ancora oggi delizia il nostro palato, prende il suo nome proprio da questa maschera.
Fonte: Pinterest
A questo link (QUI) potete trovare la maschera di Gianduia da colorare
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Seguendo questo schema invece si può realizzare la maschera di Gianduia con le perline da stirare

Fonte: Pinterest

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